L’iguana verde (Iguana iguana)
Marta Avanzi, Med Vet
Indice
Classificazione
Anatomia
Comportamento in natura
Longevità e cause di mortalità
Dimensioni
Distinzione dei sessi
L’iguana è un animale che fa per voi…?
Come scegliere un soggetto sano
Quante iguane
Il terrario e gli accessori
Riscaldamento e illuminazione
La luce ultravioletta
Umidità
Il substrato
Igiene
L’alimentazione
Come si maneggiano
Legislazione
Patologie principali
Siti consigliati
Bibliografia
Classificazione
Classe Reptilia
Ordine Squamata
Sottordine Sauria
Famiglia Iguanidae
Sottofamiglia Iguaninae
Genere Iguana
Specie I. iguana
L’iguana verde non presenta sottospecie. In
precedenza venivano distinte due sottospecie, Iguana iguana iguana
e Iguana iguana rhinolopha, ma in base a studi genetici è stato
dimostrato che questa divisione non è valida.
Anatomia
I giovani hanno un colore verde brillante, con
strisce scure trasversali sulla lunga coda, che ha la funzione di
mimetizzarli tra il fogliame. Il colore diventa meno vivido con la
crescita; nei maschi, e in minor misura nelle femmine, durante il
periodo riproduttivo può assumere una sfumatura arancio.
Le dita sono dotate di unghie lunghe e robuste che
permettono di arrampicarsi con facilità. La bocca è provvista di numerosi piccoli denti, dai
bordi seghettati, che vengono periodicamente persi e rimpiazzati, atti a
strappare le foglie in pezzi che vengono deglutiti quasi senza
masticare. La lingua è carnosa e presenta anteriormente una piccola
incisura longitudinale e una colorazione più intensa. Le iguane
estroflettono spesso la lingua e paiono "assaggiare" gli oggetti che si
trovano davanti. In realtà in questo modo li "tastano" con un senso più
simile all’olfatto che al gusto, tramite l’organo di Jacobson che si
apre sulla volta della cavità orale.
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Arto anteriore: le dita
possiedono unghie robuste e affilate. |
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Dentatura: i denti, piccoli
e affilati, vengono regolarmente persi e rimpiazzati. |
Le narici, oltre che per respirare, vengono
utilizzate per eliminare l’eccesso di sali dall’organismo. Questi sali a
volte incrostano le narici o le pareti del terrario e non vanno confusi
con i segni di un’infezione respiratoria.
Posteriormente all’occhio e leggermente più in basso
si osserva una scaglia rotonda e trasparente, la copertura della
membrana timpanica. Le iguane, infatti, non hanno orecchie e il timpano
è direttamente sotto la pelle. Al di sotto del timpano è presente una
grande scaglia rotonda (scaglia sottotimpanica), che non ha una funzione
specifica tranne forse che di riconoscimento intraspecifico ed è infatti
caratteristica di questa specie.
Sotto la gola si trova un’ampia piega di pelle, detta
giogaia, che ha un ruolo nella termoregolazione, poiché aumenta la
superficie cutanea esposta al sole. Ha anche un’importante funzione
comportamentale: viene esibita compiendo movimenti verticali con la
testa ("head bobbing"), soprattutto da parte dei maschi, come segnale
agli avversari di tenersi lontani.
Sulla sommità della testa, al centro, si trova il
cosiddetto occhio parietale o terzo occhio, una struttura nervosa
coperta da una piccola squama semitrasparente e che si collega
direttamente al cervello. Si tratta di un recettore della luce (anche se
non è certo in grado di vedere come un occhio!) che ha probabilmente un
ruolo nella regolazione dei cicli circadiani (luce/buio).
L’apparato digerente è simile a quello dei mammiferi;
l’intestino cieco è voluminoso e specializzato per la digestione della
fibra, grazie all’azione della flora intestinale. In seguito ai processi
di fermentazione dell’alimento vengono prodotte numerose sostanze utili
quali aminoacidi, vitamine e acidi grassi volatili.
L’apparato urinario, digerente e riproduttivo si
aprono all’esterno tramite un’unica apertura, la cloaca, alla base della
coda. I maschi possiedono due organi copulatori, detti emipeni, che si
trovano a livello della coda e sboccano nella cloaca. Durante
l’accoppiamento viene estroflesso uno dei due emipeni, che il maschio
introduce nella cloaca della femmina per fecondarla.
Nella faccia inferiore cosce si trova una fila di
strutture ghiandolari dette pori femorali, di dimensioni maggiori nei
maschi.
La coda è molto lunga (più del resto del corpo) e
viene utilizzata sia per nuotare che come mezzo di attacco: i colpi di
coda delle iguane sono infatti dolorosi come frustate e pericolosi se
vengono colpiti gli occhi. La coda può essere persa volontariamente
(come fanno le lucertole) come meccanismo di difesa per sfuggire ai
predatori. La coda persa, volontariamente o meno, può ricrescere, anche
se di colorazione e struttura delle scaglie diverse dall’originale.
Le iguane sono ovipare (si riproducono per mezzo di
uova). Una volta all’anno depositano una covata di 20-70 uova in
profondi nidi che scavano nel terreno e che in seguito abbandonano. Le
uova vengono incubate dal calore del sole e si schiudono dopo 10-15
settimane.
Comportamento in
natura
L’iguana verde è originaria delle foreste pluviali
del centro e sud America, caratterizzate da un clima stabilmente caldo e
molto umido. Questo rettile passa la maggior parte del tempo arrampicato
sugli alberi e viene quindi definito arboricolo. Preferisce stazionare
nei pressi dei corsi d’acqua, perché quando si sente minacciato da un
predatore si lancia dagli alberi nell’acqua; è un ottimo nuotatore e si
serve della lunga e robusta coda per avanzare nell’acqua.
Come tutti i rettili, le iguane sono animali
cosiddetti ectotermici (termine scientifico che ha sostituito il poco
corretto "a sangue freddo"): al contrario dei mammiferi non sono in
grado di generare calore corporeo con il metabolismo, ma hanno bisogno
di una fonte esterna di calore per mantenere in funzione l’organismo.
Per questo motivo le iguane passano molte ore al sole a riscaldarsi. In
particolare, si espongono al sole al mattino al risveglio per innalzare
la loro temperatura corporea, restando immobili su un ramo o un tronco;
dopo poche ore, quando si sono riscaldate a sufficienza, mangiano
nutrendosi di vegetazione, fiori e frutti. Terminato il pasto restano
nuovamente immobili al sole, perché hanno bisogno del suo calore per
compiere la digestione.
I soggetti adulti durante la stagione riproduttiva
sono impegnati nella ricerca del partner, nel tenere lontano eventuali
avversari e nel costruire il nido, ma a parte queste attività le iguane
passano la maggior parte del tempo in riposo.
Longevità e cause di
mortalità
In cattività, l’iguana verde se accudita in modo
appropriato può arrivare a vivere 20 anni. La stragrande maggioranza
delle giovani iguane di importazione muore entro il primo anno di vita,
e quelle che sopravvivono in gran parte soccombono dopo pochi anni a
causa degli errori di gestione. I principali errori consistono
nell’alimentazione sbagliata (le iguane sono esclusivamente vegetariane
e offrire loro un’alimentazione completa e bilanciata non è facile) e
nel fornire temperatura e umidità insufficienti. L’organismo
dell’iguana, inoltre, può essere indebolito dallo stress cronico di
trovarsi rinchiuso in un minuscolo contenitore (il terrario) quando in
natura ha a sua disposizione una foresta.
Dimensioni
Nel loro ambiente naturale le iguane possono
raggiungere 2,5 metri di lunghezza di lunghezza totale. Difficilmente
questa taglia viene raggiunta in cattività; le dimensioni e il tasso di
crescita dipendono molto, oltre che da fattori individuali, da come
l’iguana viene alimentata e allevata. È quindi impossibile stabilire
l’età dalle dimensioni, se non in modo approssimativo. Le femmine in
media sono più piccole dei maschi, e vi sono differenze anche secondo la
regione di origine. Per quanto riguarda i soggetti in cattività nutriti
e allevati in modo adeguato, si possono dare i seguenti valori.
|
Età |
SVL (cm) |
STL (cm) |
Peso |
|
Nascita |
6,3-9 |
15-23 |
Circa 90 g |
|
1 anno |
20-23 |
51-69 |
0,5-0,7 kg |
|
2 anni |
28-30 |
71-91 |
0,9-1,8 kg |
|
3 anni |
30-35 |
76-107 |
1,8-2,7 kg |
|
4 anni |
35-40 |
89-122 |
2,3-3,6 kg |
|
5 anni |
46-51 |
114-152 |
4,5-6,8 kg |
|
6 anni |
51-56 |
127-168 |
6,3-8 kg |
|
7 anni |
51-61 |
127-183 |
6,8-9 kg |
SVL = lunghezza dal rostro (punta del naso) alla
cloaca
STL = lunghezza totale (dalla punta del rostro alla punta della coda)
(modificato da ©Melissa Kaplan)
Distinzione dei sessi
È possibile differenziare maschi e femmine solo
quando hanno raggiunto un sufficiente sviluppo corporeo. Le prime
differenze iniziano a notarsi da un anno di età, se allevate
correttamente; è impossibile stabilire il sesso delle giovani iguane. La
differenziazione delle diverse strutture è su base ormonale, pertanto i
maschi sottomessi che vivono con un maschio dominante (il "maschio
alfa") tendono a non sviluppare caratteri sessuali secondari e sembrano
femmine. Si tratta di un meccanismo difensivo per proteggersi dalle
aggressioni del soggetto dominante.
Gli adulti si differenziano per diversi elementi:
Pori femorali. Sono strutture ghiandolari
disposte in fila sulla faccia inferiore delle cosce, che diventano più
grandi ed evidenti nei maschi.
 |
Pori femorali di
maschio |
 |
Pori femorali di femmina |
Emipeni. Intorno ad un anno e mezzo di età gli
emipeni, posti alla base della coda, cominciano a svilupparsi e possono
essere palpati come una lieve procidenza sotto la pelle facendo scorrere
un dito nel punto della coda che corrisponde alla loro sede.
Giogaia e cresta. Sono più sviluppate nei maschi,
in genere, anche se vi possono essere femmine con una cresta molto
pronunciata.
Mandibole. Nei maschi di oltre tre anni l’angolo
della mandibola può essere particolarmente sviluppato.
 |
Nei maschi adulti la
mandibole possono essere particolarmente prominenti |
 |
Lo stesso soggetto visto di
lato |
Taglia. I maschi raggiungono una taglia
definitiva leggermente maggiore delle femmine, ma lo sviluppo fisico è
un fatto abbastanza soggettivo e dipende in gran parte da com’è allevato
il rettile.
L’iguana è un animale che fa per
voi…?
… o meglio, siete adatti voi a tenere
correttamente un’iguana? Contrariamente a quanto si crede, le iguane
sono molto difficili da gestire adeguatamente e molto impegnative, e
possono presentare grossi problemi di comportamento. Per quanto siano
rettili affascinanti, certamente la vita in cattività non può soddisfare
neppure lontanamente in modo del tutto adeguato le esigenze fisiologiche
e comportamentali di rettili adattatati a vivere nelle foreste tropicali
e non rinchiuse in una scatola di vetro.
Prima di acquistare un’iguana vi sono alcuni
indispensabili passi da compiere, per evitare di condannare il rettile a
una vita stentata e una morte prematura, o di doversene disfare quando è
diventato troppo impegnativo o "ingombrante", o infine di lasciarlo
morire se è ammalato perché non si può o non si vuole spendere per le
cure necessarie.
Prima di acquistare un’iguana si deve:
1. Studiare approfonditamente le necessità che
richiede l’allevamento in cattività di un’iguana. Le iguane sono
difficili da allevare correttamente, difficili da alimentare nel modo
giusto, richiedono attrezzature costose e da adulte possono presentare
problemi comportamentali di aggressività. Se possibile, contattate un
proprietario esperto, che possieda iguane da anni, perché vi possa
familiarizzare con questo rettile e le sue esigenze di allevamento.
2. Valutare onestamente se si ha la possibilità, i
mezzi e il tempo di accudirla in modo adeguato. Questo eviterà di
trovarsi in seguito nella condizione di doverla abbandonare.
3. Valutare se si ha la possibilità di prendersene
cura per tutti i 20 anni che questo rettile potrebbe vivere, e
pianificare in anticipo una sistemazione alternativa, nel caso ci si
trovi nell’impossibilità di accudirla per cause di forza maggiore.
4. Stabilire se si è in grado di affrontare
economicamente non solo la spesa iniziale di acquisto del terrario e di
tutti gli accessori (la spesa dell’iguana stessa è assai poco
impegnativa), ma anche le spese successive di ampliamento del terrario e
le spese veterinarie, sia quelle ordinarie dei periodici controlli, che
quelle impreviste per eventuali malattie o incidenti, e che possono
ammontare a diverse centinaia di euro.
5. Le iguane crescono! Valutare se si avrà lo spazio
per alloggiare in modo adeguato un rettile di quasi due metri, prima di
acquistarlo quando misura solo 20 cm.
6. Assicurarsi che in zona sia reperibile un
veterinario esperto in rettili. In caso contrario, se l’animale si
ammala, non avrete nessuno a cui rivolgervi o sarete costretti a
percorrere grandi distanze. I veterinari che si occupano solo di cani e
gatti non sono preparati per curare i rettili.
7. Decidere se acquistare una giovane iguana in un
negozio, contribuendo ad alimentare un mercato che causa lo sfruttamento
e la morte di centinaia di migliaia di iguane ogni anno, o se non sia
preferibile adottarne una abbandonata, anche se già grande. Purtroppo le
difficoltà inerenti la gestione di questi rettili inducono molti
proprietari a disfarsene, perciò le iguane in cerca di una nuova
collocazione sono numerose.
Le iguane che riescono vivere abbastanza da
raggiungere la maturità sessuale (a 1,5 anni di età se mantenute
correttamente, o più tardivamente - anche a 5-6 anni - in caso
contrario) presentano ulteriori difficoltà da affrontare. I maschi
possono sviluppare gravi problemi di aggressività, in particolare verso
le donne. Essi riescono infatti a percepire gli ormoni sessuali e
scambiano le proprietarie per femmine recettive, soprattutto nel periodo
mestruale e dell’ovulazione, e nel tentativo di accoppiarsi, possono
infliggere seri morsi. Le iguane femmine hanno spesso problemi legati
alla produzione delle uova, in quanto nel terrario non possono trovare
un sito adatto a costruire il nido. In natura questi rettili coprono
notevoli distanze alla ricerca di un sito adatto a nidificare e
costruiscono elaborati nidi sotterranei. Non avendo la possibilità di
fare tutto ciò, in cattività le femmine vanno incontro a problemi di
ritenzione delle uova o dei follicoli ovarici, che spesso si risolvono
solo chirurgicamente, se si vuole evitare la morte del rettile.
Come scegliere un soggetto
sano
Se si decide di acquistare una giovane iguana è bene
farlo in una sede in cui il negoziante possa facilmente essere
rintracciato in caso di problemi; fiere e mercatini non offrono al
riguardo sufficienti garanzie. Peraltro, questi rettili richiedono
l’ambiente controllato di un terrario e non si prestano a essere venduti
al di fuori di un negozio. Scegliete negozi con una buona reputazione di
onestà e competenza. Se non ne conoscete, fate una piccola ricerca,
chiedendo consigli ai veterinari della zona esperti in rettili o
cercando in rete associazioni erpetofile e appassionati.
Nei negozi è comune vedere in una singola teca
numerose piccole iguane ammassate e spesso impilate una sull’altra per
esporsi al calore della lampada riscaldante. Questa situazione è meno
che ideale, a causa dello stress provocato dal sovraffollamento, dalla
competizione per il cibo, l’acqua e la fonte di calore, dalla mancanza
di nascondigli e dalle possibili ferite che i piccoli rettili si
procurano tra loro con le unghie affilate. Prima di concludere
l’acquisto, se possibile è bene visitare più negozi e scegliere quelli
in cui gli animali sono tenuti nelle migliori condizioni di igiene e
densità di animali; oltre alla fonte di calore, la presenza di una
lampada ad emissione di raggi UVB e una vaschetta di acqua pulita
sarebbero auspicabili accessori.
Dopo aver controllato che il terrario in cui sono
tenute le piccole iguane sia in condizioni sanitarie accettabili il
passo successivo consiste nel verificare il grado di preparazione del
venditore sull’allevamento di questi rettili. Un venditore coscienzioso
ed esperto vi informerà sulle corrette esigenze alimentari delle iguane
(strettamente vegetariane) e sulla necessità di comprare un terrario di
grandi dimensioni, corredato di tutti gli accessori (lampada risaldante
e lampada UVB, termometri, termostato, igrometro). Mantenere le iguane
in cattività è complicato, e un venditore preparato deve sapervi
informare in dettaglio di tutte le loro esigenze di allevamento e
alimentazione, senza nascondervi l’impegno economico che comporta
allestire un ambiente adeguato e il tempo necessario a preparare un
pasto nutriente.
Accertato che, durante la permanenza nel negozio, le
iguane sono state alimentate in modo corretto e mantenute adeguatamente,
si può passare alla scelta del soggetto. Sebbene un negoziante esperto e
coscienzioso possa individuare per voi una piccola iguana sana, in linea
di massima è bene che verifichiate personalmente le sue condizioni con
un piccolo esame generale. Se non vi è permesso esaminare direttamente
l’animale, prendendolo in mano e guardandolo con cura, cambiate negozio.
Se non avete pratica nel maneggiare questi rettili,
però, fatevi assistere dal personale del negozio: è facile farsi
graffiare o mordere, ed è anche facile ferire il rettile se non lo si
maneggia in modo appropriato.
Prima di scegliere quale iguana esaminare, osservate
gli animali nel terrario. Puntate l’attenzione su animali in grado di
tenere il tronco ben sollevato sugli arti anteriori, senza segni di
lesioni alla pelle (sotto forma di graffi, tumefazioni, alterazioni di
colorazione, noduli o tumefazioni), con gli occhi aperti e puliti.
Scartate animali che presentano un colore grigiastro, la pelle
raggrinzita, dita deformi o mancanti, la punta della coda rinsecchita.
Le iguane ammalate o tenute in un ambiente troppo freddo stanno immobili
nel terrario, spesso con gli occhi chiusi, e reagiscono in modo scarso o
debole alle manipolazioni.
Scelto un soggetto apparentemente sano e vivace,
chiedete di prenderlo in mano e osservatelo da vicino, esaminando anche
la parte inferiore del corpo. La cloaca (l’apertura dell’intestino, alla
base della coda) non deve essere imbrattata da feci. Gli occhi e le
narici devono essere puliti, non mostrare muco o croste. Controllate da
vicino tutta la pelle per verificare se sono presenti lesioni. Le iguane
sono spesso infestate da acari parassiti, che appaiono come piccoli
puntini rossi, marroni o neri sulla pelle: se l’iguana appare infestata,
non compratela. Non devono essere presenti segni di malattia ossea
metabolica, MOM (vedi Malattie). È possibile esaminare l’interno della
bocca tirando delicatamente verso il basso la pelle della giogaia, sotto
il mento, ma per questa operazione chiedete eventualmente l’aiuto del
personale. La mucosa della bocca deve essere rosea, non devono essere
presenti tumefazioni, ascessi, placche di pus giallastre o verdastre.
Le giovani iguane di recente importazione non sono
abituate alla presenza umana e quando vengono afferrate reagiscono come
farebbero in presenza di un predatore, cercando di divincolarsi e
fuggire e dando colpi di frusta con la coda. Si tratta di un
comportamento normale, segno anzi di vitalità, che tuttavia è poco
accettabile in un’iguana più grande, che dovrebbe essere ormai
addomesticata e non rifuggire alle manipolazioni. Quindi, se si compra
un’iguana più grande (spesso riportata al negozio da un precedente
proprietario) sono da valutare anche il grado di addomesticamento e il
carattere. Per quanto sia possibile che con il tempo e le attenzioni
un’iguana "selvatica" e scontrosa diventi docile, un’iguana adulta
aggressiva rappresenta un animale molto difficile da mantenere e persino
pericoloso per l’incolumità personale. Se poi avete poca esperienza con
le iguane, addomesticarne una adulta e aggressiva può rivelarsi un
compito superiore alle vostre forze.
Ovviamente, al momento di concludere l’acquisto il
venditore vi fornirà necessariamente un documento in cui è riportato il
numero di CITES dell’iguana, senza il quale non è possibile cedere
l’animale.
Prima di portare a casa con voi l’iguana è necessario
aver predisposto a casa il terrario con tutti gli accessori, averlo
messo in funzione e aver verificato che tutto funziona a dovere.
Comprare un’iguana debilitata o malata per pietà non
è una buona idea. In questo modo si premia l’incuria di negozianti senza
scrupoli che non sanno o non vogliono tenere correttamente gli animali
che ospitano. Se vedete animali tenuti in condizioni non idonee di
affollamento, sporcizia e malattia, avvertite le autorità affinché
compiano un sopralluogo. È il solo metodo per ottenere risultati a lungo
termine; in caso contrario tutto continuerà come al solito e gli animali
continueranno a soffrire e morire.
Quante iguane?
Le iguane in natura formano dei gruppi, ma sono anche
territoriali e tendono a combattere per stabilire una posizione
dominante. Nell’ambiente ristretto del terrario, privo di vie di fuga,
solitamente una delle due iguane finisce per dominare l’altra
stressandola, limitandone l’accesso alla fonte di calore e di raggi UVB,
all’acqua e al cibo. Possono anche verificarsi lotte e di conseguenza
ferite causate da morsi e graffi, che possono poi infettarsi.
Considerando quanto sono animali impegnativi e di difficile gestione, è
preferibile comprarne una sola.
Il terrario e gli accessori
Le dimensioni delle iguane in pochi anni vanno da
circa 20 cm di lunghezza totale alla nascita a circa due metri al
completo sviluppo: quando si compra una giovane iguana va già tenuta
presente la necessità di cambiare la sistemazione, per adattarla al
rapido tasso di crescita. Se non si ha la possibilità di alloggiare in
casa un rettile di 1,5-2 metri, si deve evitare in partenza di
acquistarne uno di 20 cm.
La sistemazione iniziale della giovane iguana è in
genere un terrario di vetro, relativamente facile da pulire, resistente
agli elevati livelli di umidità che richiede questo animale, e che
consente una buona visualizzazione del suo abitante.
Più grande è il terrario, e quindi maggior spazio ha
a disposizione il rettile, migliori saranno le sue condizioni di vita.
Poiché le iguane sono arboricole (amano arrampicarsi sugli alberi per
rimanere in posizione elevata, dove si sentono al sicuro) il terrario
deve essere sviluppato in senso verticale, oltre che orizzontale. Le
dimensioni ideali sono di 2 metri di larghezza per 2 metri di altezza
(troppi? Potete sempre optare per un sauro più piccolo, come un pogona o
un’anolide). Volendo dare delle indicazioni generali, il terrario
dovrebbe essere alto almeno quanto la lunghezza totale dell’iguana
(preferibilmente una volta e mezzo), ampio 1,5-2 volte la sua lunghezza
e profondo 2/3. È evidente che per un’iguana adulta vi sono seri
problemi di spazio e risulta difficile reperire un terrario di
dimensioni adeguate, pertanto può essere una soluzione più semplice
allestire una piccola stanza oppure creare artigianalmente un ambiente
idoneo, utilizzando eventualmente dei pannelli di plexiglas su
un’intelaiatura di metallo.
La ventilazione nel terrario deve essere assicurata
dalla presenza di alcune griglie che permettano un buon ricambio d’aria.
Una ventilazione insufficiente è un importante fattore favorente le
infezioni batteriche e fungine.
Un indispensabile accessorio è rappresentato da un
tronco o una tavola inclinati, che permettano all’iguana di
arrampicarsi. Devono essere fissati saldamente per evitare che cadano,
ferendo il rettile. Le loro dimensioni devono essere leggermente
superiori alla larghezza massima dell’iguana, per sostenerne
adeguatamente il corpo. È anche possibile collocare un ripiano accanto
alle fonti di luce, dove spesso le iguane amano sostare.
Volendo decorare il terrario con delle piante è
preferibile utilizzarne di finte: le piante vere avrebbero vita breve
insieme a un’iguana.
Lasciare l’iguana libera di girare per casa per
compensare le ridotte dimensioni del terrario e permetterle di fare
esercizio non è una soluzione accettabile, per diversi motivi. Per prima
cosa, a meno che non si innalzi il riscaldamento a 35°C e si crei
un’umidità del 90°C, l’ambiente risulterà troppo freddo e asciutto,
predisponendo il rettile a problemi di salute. Inoltre, vagando per casa
l’iguana è soggetta a ogni genere di pericolo, in particolare
l’ingestione di corpi estranei (piccoli oggetti trovati in giro) che
possono persino richiedere un intervento chirurgico per la loro
rimozione. Inoltre, i rettili sono portatori di batteri pericolosi per
la salute umana, in particolare le salmonelle, e possono contaminare
l’ambiente domestico.
Le iguane traggono grandissimi benefici
dall’esposizione alla luce solare diretta; pertanto, se il clima è
adeguato, è possibile allestire una gabbia all’aperto, in rete
metallica, in cui lasciare i rettili durante le ore più calde nella
bella stagione. All’interno della gabbia si pone un tronco ben fissato e
un recipiente d’acqua abbastanza grande da permettere al rettile di
immergervisi. Le iguane possono morire rapidamente se esposte a
temperature eccessive, pertanto si deve aver cura che una parte del
recinto resti sempre ombreggiata, anche quando il sole si sposta.
L’umidità può essere mantenuta elevata spruzzando spesso dell’acqua.
Alla sera, o comunque se la temperatura scende, l’iguana andrà rimessa
nel terrario al caldo. È evidente che il recinto deve essere
assolutamente a prova di fuga. I primi tempi è consigliabile restare ad
osservare il rettile, per verificare che non riesca a trovare una
scappatoia imprevista.
 |
L'esposizione alla luce
solare diretta è consigliabile ogniqualvolta sia possibile, per
i benefici che apporta alla salute delle iguane. |
Bacinella dell’acqua
Le iguane ricavano la maggior parte dell’acqua di cui
hanno bisogno dalle verdure, ma una fonte di acqua non deve mai mancare.
Poiché nel terrario l’umidità deve essere elevata, e anche per il motivo
che le iguane amano immergersi completamente in acqua con il corpo, si
deve lasciare a disposizione una bacinella abbastanza grande da
contenere il rettile.

Riscaldamento e
illuminazione
Poiché l’iguana è un animale ectotermico (o, come si
diceva una volta anche se in modo non scientifico, "a sangue freddo") e
deve ricevere il calore da una fonte esterna per poter vivere, è
necessario che l’ambiente in cui vive sia adeguatamente riscaldato.
Tuttavia non è sufficiente fornire una temperatura adeguata: è
necessario che nel terrario sia presente un gradiente di
temperatura. Ciò significa che la temperatura non deve essere costante
ovunque ma presentare un massimo (ad un’estremità del terrario, subito
sotto la lampada riscaldante) e un minimo, all’estremità opposta. Il
concetto di gradiente, in opposizione a temperatura uniforme, è di
importanza fondamentale per i rettili perché essi devono poter scegliere
momento per momento a che temperatura esporsi. Per le iguane la
temperatura minima del range deve essere di 30°C e quella massima (sotto
la lampada riscaldante, zona detta "punto caldo" o "hot spot") di
36-39°C durante il giorno. Durante la notte non è necessaria la presenza
di un punto caldo e la temperatura può scendere a 23-26°C. Mantenere le
iguane ad una temperatura costante rappresenta una condizione di stress
che indebolisce l’organismo e impedisce a questi rettili di portare il
loro organismo alla temperatura di cui hanno bisogno. Sono egualmente
dannose temperature troppo basse ed eccessivamente alte, quindi è
importante misurare con precisione la temperatura nei vari punti del
terrario utilizzando diversi termometri. Il gradiente deve essere tanto
orizzontale (da un’estremità all’altra del terrario) che verticale
(dall’alto al basso). Poiché le iguane amano restare in posizione
elevata (in natura si arrampicano sugli alberi per prendere il sole) la
lampada riscaldante che crea il punto caldo dovrà essere in posizione
elevata e puntare sull’estremità superiore di un ramo. Le lampade
riscaldanti sono in grado di provocare gravi ustioni, quindi è
necessario che siano collocate a una distanza adeguata, impedendo al
rettile di venirvi a contatto troppo da vicino, ed eventualmente
schermandole con una robusta rete (su cui l’iguana non arrivi ad
arrampicarsi…).
La lampada riscaldante può essere una normale lampada
da tavolo, un faretto (spot), una lampada ad infrarossi per rettili, una
lampada di ceramica che emette calore ma non luce (le ultime due
adeguate anche al riscaldamento notturno perché non disturbano il
sonno). Il wattaggio e la distanza dal punto da riscaldare possono
essere variati per creare la temperatura adeguata a livello del "punto
caldo", ma si deve poi verificare che il resto del terrario non sia a
temperatura troppo bassa o troppo calda. È anche consigliabile
l’utilizzo di termostati, che impediscono al terrario di surriscaldarsi
spegnendo gli apparati di riscaldamento quando la temperatura supera il
massimo consentito.
È possibile che la sola lampada riscaldante del punto
caldo non sia sufficiente a riscaldare in modo adeguato il resto del
terrario, soprattutto se è di grandi dimensioni. In tal caso si possono
aggiungere altre lampade in punti diversi, oppure utilizzare un
materassino riscaldante da porre sotto il pavimento o a fianco di una
parete, ma sempre esternamente al terrario per prevenire problemi di
ustione. È anche possibile riscaldare la stanza in cui si trova il
terrario, soprattutto se è riservata a questo scopo. Questi dispositivi
sono adeguati a fornire un riscaldamento "di base", ma non possono
sostituire la lampada che fornisce il punto caldo.
Da evitare assolutamente sono le cosiddette "rocce
calde", apparati di riscaldamento simili a un pezzo di roccia, naturale
o artificiale, contenenti all’interno una resistenza elettrica e da
collegare alla presa di corrente. Si suppone che il rettile, quando ha
bisogno di riscaldarsi, vi si sdrai sopra. Questi oggetti sono di per sé
molto pericolosi perché causano ustioni con elevata frequenza - sia per
problemi di malfunzionamento, sia perché il contatto prolungato con il
tempo ustiona i tessuti anche se la temperatura prodotta non è di per sé
eccessiva. Il tempo di contatto, infatti, è altrettanto importante della
temperatura assoluta nel provocare ustioni. Inoltre, non sono adeguati a
riscaldare le iguane, che ricevono il calore di cui necessitano dal
sole, quindi principalmente per irraggiamento e per convezione
dall’alto, e non per contatto dal basso, causando al rettile problemi di
termoregolazione.
Fotoperiodo
Provenendo da climi tropicali, le iguane hanno
bisogno di essere esposte alla luce per circa 14 ore al giorno, e hanno
bisogno di poter riposare nell’ oscurità per le restanti ore del giorno.
Se la stanza in cui vengono tenute è illuminata artificialmente durante
le ore notturne è opportuno coprire il terrario per oscurarlo, o
sistemarlo in una stanza che possa essere mantenuta buia. È ovvio che
durante le ore di buio il terrario va riscaldato con fonti di calore che
non emettono luce, come le lampade di ceramica, o che emettono luce
rossa o blu, che non disturbano il sonno del rettile.
La luce ultravioletta
Vi sono due tipi di radiazioni ultraviolette
importanti nel benessere delle iguane: UVA (lunghezza d’onda 320-400 nm)
e UVB (lunghezza d’onda 290-320 nm).
Raggi UVB
I raggi UVB sono i più importanti, perché la loro
azione a livello cutaneo permette la sintesi vitamina D, senza la quale
le iguane non potrebbero assimilare il calcio e sarebbero quindi
destinate a morire per decalcificazione dello scheletro. Sembra ormai
accertato da numerosi studi scientifici che, al contrario di molti altri
rettili, le iguane non siano in grado di assimilare dal cibo la vitamina
D e che l’unico modo in cui possano procurarsela è tramite la sintesi
indotta nel loro organismo dai raggi UVB.
Esistono due possibili fonti di raggi UVB. La prima è
la luce solare diretta, indubbiamente la fonte migliore e più efficace:
esporre le iguane al sole apporta grandissimi benefici alla loro salute
(avendo cura di evitare problemi di surriscaldamento). Va tenuto ben
presente che il vetro e il plexiglas sono in grado di schermare i raggi
UVB, rendendo inefficace l’azione del sole. Per questo esporre un’iguana
al sole dietro una finestra è del tutto inutile ai fini della sintesi
della vitamina D. Se l’iguana è rinchiusa nel terrario, può anzi andare
incontro a problemi di surriscaldamento e morire in pochi minuti.
In mancanza di sole diretto (evenienza costante
durante l’inverno e nella maggior parte dei casi in cui si possiede
un’iguana) l’alternativa consiste nell’impiego di lampade ad emissione
di raggi UVB. Considerata l’importanza critica sulla salute delle iguane
dei raggi UVB occorre valutare con attenzione il prodotto che si
acquista: non di rado negozianti inesperti scambiano lampade a
infrarossi (che producono calore) per lampade UVB. Le lampade giuste
devono riportare specificatamente sulla confezione la dicitura "UVB".
Recentemente sono state messe in commercio lampadine UVB con l’attacco a
bulbo, che possono essere montate su normali porta-lampadine, molto più
pratiche da installare delle classiche lampade al neon (che richiedono
di essere collegate ad un trasformatore specifico). Alcuni tipi di
lampade UVB producono anche calore, pertanto possono sostituire la
lampada riscaldante. Da notare che le lampade UVB emettono anche una
quota di luce visibile, oltre alle radiazioni ultraviolette invisibili
alla vista.
Vi sono alcuni punti importanti da tener presente
nell’impiego delle lampade UVB.
- La lampada UVB e la lampada riscaldante devono
essere collocate vicine, per fornire contemporaneamente luce
ultravioletta e calore, come avviene in natura quando l’iguana si espone
al sole. In caso contrario si può avere un’alterazione del comportamento
di termoregolazione e quindi problemi di salute.
- Le lampade UVB vanno lasciate accese per 14 ore al
giorno e durante la notte vanno tenute spente.
- La lampada UVB non deve essere mascherata da vetro o plexiglas, che
filtrano completamente i raggi ultravioletti, anche se lasciano passare
la luce visibile.
- La distanza della lampada UVB dal rettile non deve
essere superiore a 30-40 cm, perché la potenza di irradiazione decresce
man mano aumenta la distanza (per la precisione diminuisce con il
quadrato della distanza).
- Le lampade ultraviolette vanno cambiate ogni 6-12
mesi, perché dopo questo periodo non emettono più raggi UVB ma solamente
luce visibile.
- Le lampade UVB non sono un optional, ma un elemento
indispensabile nel terrario. Si può rinunciare alle lampade UVB solo se
l’iguana ha la possibilità di esporsi alla luce solare diretta.
- Considerata la varietà di modelli presenti sul
mercato, è bene rivolgersi a un venditore esperto per avere consigli
attendibili. In genere per le iguane si utilizzano lampade al 5% di
emissione (5.0).
- Le lampadine riscaldanti, le luci fluorescenti da
acquario e per le piante e tutte le lampade in cui non è scritto
specificatamente "UVB" non producono radiazioni UVB.
Raggi UVA
Le radiazioni UVA, al contrario delle UVB, non
producono un’azione fisiologica diretta, ma bensì "psicologica". Al
contrario degli esseri umani ma come molti rettili e uccelli, le iguane
riescono a vedere anche nello spettro UVA, che per noi è invisibile.
Questo si traduce in pratica in un’eccezionale vividezza e gamma di
colori che a noi è preclusa; per fare un paragone, è come se le iguane
potessero vedere a colori e noi in bianco e nero. Le iguane che, oltre
alla luce visibile, ricevono anche la luce nello spettro UVA ne traggono
benefici psicologici perché hanno una visione dei colori molto più
brillante e, per così dire, il mondo ha un aspetto migliore. Il cibo
offerto può apparire più "colorato" e appetibile, e quindi venir
consumato più volentieri.
Le lampade UVB emettono anche una quota di radiazioni
UVA, e hanno quindi una doppia funzione. Occorre invece fare attenzione
alle lampade a emissione di UVA, che non emettono UVB: ancora una volta,
si deve leggere con attenzione quello che è riportato nella confezione e
affidarsi ad un rivenditore esperto. È anche possibile affiancare una
lampada UVA e una UVB.
Umidità
Un aspetto del mantenimento in cattività delle iguane
spesso sottovalutato o trascurato è il livello di umidità ambientale.
Nel loro ambiente naturale l’umidità relativa è dell’85-95%, quindi
molto elevata. È difficile in cattività replicare valori così alti,
oppure mantenerli senza causare problemi di crescita eccessiva di
batteri e funghi nel terrario.
Mantenere le iguane a livelli di umidità troppo bassi
nel lungo periodo crea seri problemi di salute legati alla
disidratazione cronica, con conseguenti danni renali e quindi
insufficienza renale. Nel breve periodo, un ambiente troppo asciutto
causa problemi di muta con ritenzione della pelle, problematica
soprattutto a livello della cresta dorsale. La pelle delle spine resta
stratificata muta dopo muta, causando alla fine la perdita delle spine
stesse. Questo può essere il segnale che il rettile sta subendo problemi
a causa dell’umidità insufficiente.
Come per la temperatura, non si deve cercare di
"indovinare" il tasso di umidità ma verificarlo con precisione con l’uso
di un igrometro, uno strumento facilmente reperibile nei negozi per
rettili o che vendono attrezzature per giardinaggio.
Per mantenere un’elevata umidità ambientale vi sono
diversi sistemi, secondo il tipo di terrario e le sue dimensioni. Si può
porre la vasca dell’acqua in corrispondenza di un materassino o un
cavetto riscaldante (collocati al di fuori del terrario) o sotto la
lampada riscaldante, in modo che l’acqua evapori, o si può spruzzare
spesso dell’acqua con uno spruzzino. Nei terrari di grandi dimensioni si
può utilizzare un umidificatore.
Il substrato
Il materiale che si colloca sul fondo del terrario ha
una notevole importanza sulla salute dell’iguana, non solo dal punto di
vista igienico ma anche per la possibilità che venga ingerito e causi
un’ostruzione intestinale: di solito, tutto ciò che è abbastanza piccolo
da poter entrare in bocca, prima o poi sarà ingoiato dal rettile.
Particolarmente pericolosi sono i pezzi di corteccia, il pellet di
tutolo di mais e in genere tutti i substrati corpuscolati.
In commercio esistono parecchi tipi di materiali
venduti come specifici per rettili, che tuttavia risultano molto
pericolosi quando vengono ingeriti, causando costipazione od ostruzione
intestinale.
Il fondo migliore è rappresentato da fogli di
giornali, molto pratici ma poco estetici, o da pezzi di moquette o erba
finta, lavabili e riciclabili. Se l’iguana si abitua a sporcare nella
bacinella dell’acqua è molto più facile tenere pulito il fondo.
Igiene
Mantenere un’accurata igiene nel terrario è
fondamentale per la salute dell’iguana. Le feci vanno eliminate subito;
periodicamente si deve cambiare completamente il materiale del fondo e
pulire con cura il terrario. Come disinfettanti si possono usare il
lisoformio o la varechina diluiti, da risciacquare con cura. Anche gli
elementi di arredo, come rami o ripiani, devono essere lavati o
sostituiti. La bacinella dell’acqua va tenuta particolarmente pulita: va
lavata almeno una volta al giorno, ma se l’iguana vi defeca dentro la
pulizia va effettuata subito.
L’alimentazione
Senza dubbio, le cause più frequenti di malattia e di
morte prematura nelle iguane in cattività sono rappresentate dagli
errori alimentari. Per anni si è ritenuto, completamente a torto, che le
iguane fossero in parte o del tutto insettivore. In realtà
l’alimentazione dell’iguana verde in natura si basa prevalentemente sul
consumo di foglie e in parte di fiori e frutti, come dimostrano numerosi
studi effettuati sia sul comportamento in natura che sul contenuto dello
stomaco di soggetti selvatici. Questo tipo di regime alimentare si
osserva fin dalla nascita e viene mantenuto per tutto il ciclo vitale.
L’ingestione di alimenti di origine animale è limitata agli occasionali
insetti che si trovano sulle piante, ingeriti per caso. Le prime
affermazioni sul fatto che le iguane fossero insettivore non avevano in
realtà alcuna base scientifica, anche se sono state riprese da
pubblicazioni successive e perpetuate per anni. Ormai da parecchi anni
si è accertato che la somministrazione, anche occasionale, di insetti o
altri alimenti di origine animale è assolutamente dannosa, causando in
particolare danni renali.
Nonostante i numerosi studi condotti negli ultimi
decenni sulle reali abitudini alimentari dell’iguana verde, sui suoi
fabbisogni e sulle patologie conseguenti agli errori alimentari, la
falsa credenza che le iguane possano e debbano venire alimentate anche
con alimenti di origine animale (insetti compresi) continua a fare
enormi danni a questi rettili.
Pur essendo l’iguana vegetariana, non è affatto
semplice fornirle una dieta completa e bilanciata, principalmente per il
fatto che non disponiamo dei vegetali di cui si nutre nelle foreste
pluviali da cui origina, e che dobbiamo ripiegare su vegetali di
coltivazione, molto diversi come composizione. Il risultato migliore che
si può ottenere è un’approssimazione di quello che consumano in natura.
Nell’alimentazione dell’iguana si può scegliere tra
diete preparate in casa con vegetali di vario tipo (la cosiddetta
"insalata per iguane") o diete pronte commerciali. Le due scelte, che
possono anche essere variamente combinate, presentano pro e contro da
valutare in modo critico.
Tra gli studiosi vi sono opinioni molto difformi
sulla dieta migliore da adottare, se commerciale o casalinga, o in che
rapporto mescolare i due tipi: mancano ancora dati scientifici
definitivi per poter trarre conclusioni basate sui fatti.
Considerati i vantaggi e gli svantaggi dei due tipi
di diete, alcuni nutrizionisti suggeriscono di utilizzare le
formulazioni migliori di entrambe, in rapporto 50:50. Un simile regime
alimentare avrebbe il vantaggio di non necessitare di integrazioni.
Altri consigliano, fino a che non siano disponibili studi più
approfonditi, di impiegare le diete pronte in percentuale non superiore
al 10% della razione quotidiana.
Dieta casalinga
Le diete casalinghe - preparate mescolando vari tipi
di vegetali – presentano alcuni svantaggi. Per essere complete e
bilanciate occorre scegliere gli ingredienti in modo preciso per quanto
riguarda quantità e qualità, per ottenere una formulazione finale con le
giuste proporzioni di proteine, fibre, calcio e altri nutrienti.
Tuttavia, anche nel caso in cui siano seguite alla lettera, le "ricette
pronte" presentano necessariamente forti variazioni. La composizione
delle varie piante può differire secondo la località geografica in cui
sono cresciute e lo stato di conservazione; la loro reperibilità
presenta variazioni stagionali e territoriali. Un altro svantaggio è
legato al fatto che l’acquisto e la preparazione di tutti gli
ingredienti è laboriosa e richiede un impegno costante per assicurare
una composizione adeguata.
Realizzare una dieta casalinga ideale è quindi
difficile, perché è obiettivamente complicato calcolare la composizione
di ogni singolo ingrediente e arrivare a una combinazione finale
bilanciata sotto tutti i punti di vista. Le "insalate per iguane" hanno
inoltre il difetto di risultare complessivamente carenti di proteine.
Per essere pratici, è possibile stilare queste linee
guida:
La dieta preparata in casa deve comprendere
esclusivamente ingredienti vegetali.
La base della dieta (90% circa) deve essere
costituita da vegetali a foglia, scelti tra quelli più ricchi di
calcio e fibra.
Il restante 10% può essere rappresentato da fiori
e frutta.
La dieta deve essere integrata con l’aggiunta di
carbonato di calcio.
Non si deve offrire alcun alimento di origine
animale (es. insetti, uova, cibo per cani o gatti), nemmeno in
percentuale minima o saltuariamente, né carboidrati (come pasta o
pane) o vegetali ricchi di amido (come patate o patate dolci).
L’acqua deve essere sempre a disposizione in
abbondanza.
Molto importante è la varietà delle verdure, sia per
assicurare tutti gli elementi necessari, sia per evitare che sostanze
dannose presenti in un alimento vengano somministrate in quantità
eccessiva. Nella scelta degli alimenti si deve tenere conto anche del
rapporto calcio:fosforo e del contenuto assoluto di calcio. Le iguane
hanno infatti bisogno di un sufficiente apporto di calcio per mantenersi
sane e svilupparsi adeguatamente. Un alimento non deve solo contenere
molto calcio, ma deve anche avere una quantità di calcio superiore a
quella di fosforo, vale a dire un rapporto calcio – fosforo favorevole.
Il fosforo in eccesso, infatti, causa una perdita di calcio
dall’organismo.
Per il contenuto in calcio i vegetali da preferire
sono: tarassaco o dente di leone, insalata romana, scarola, radicchio,
insalata belga, bietole, foglie di vite, di ibisco e di gelso. Vegetali
tradizionalmente impiegati nell’alimentazione delle iguane quali
zucchini, carote, pomodori, insalata comune e cetriolo sono una scelta
sconsigliata in quanto poveri di calcio.
Le brassicacee (broccoli, cavoli, cavolini di
Bruxelles, cavolfiore, ravizzone, cavolo cappuccio) pur essendo molto
ricche di calcio devono essere somministrate in piccola quantità per il
loro contenuto in tiocianati, potenzialmente tossici. Gli spinaci, il
rabarbaro, le barbabietole e le bietole somministrati in eccesso possono
causare problemi, in quanto contengono acido ossalico, che lega il
calcio e lo rende indisponibile. Altri ingredienti da bandire dalla
razione alimentare delle iguane sono i funghi (per il rapporto calcio -
fosforo molto sfavorevole) e il tofu (per l’eccessivo contenuto di
grassi, che tra l’altro ostacolano l’assorbimento del calcio).
Un’ottima fonte di proteine vegetali e di calcio (con
un rapporto calcio - fosforo di 6:1) è rappresentata dall'erba medica,
sia fresca che sotto forma di pellet. Il pellet di erba medica va
aggiunto alle verdure fresche, in modo che si inumidisca e si sminuzzi.
Le verdure congelate sono molto pratiche da usare, ma
alcuni vegetali con il congelamento possono perdere una parte del loro
contenuto di vitamina B1, pertanto è bene servirsi di verdure
congelate solo su base occasionale, quando manca il tempo o la
possibilità di preparare una "insalata" fresca. Il contenuto di vitamina
B1 può essere rimpiazzato aggiungendo 1/2-1 cucchiaino di
lievito di birra fresco.
La frutta in generale ha uno scarso contenuto in
calcio e un rapporto calcio - fosforo negativo, per cui non deve
rappresentare che una piccola parte dell'alimentazione. Il frutto
migliore (a parte il costo) è il fico, sia fresco che secco. Ricchi di
calcio sono anche mandarini, arance, papaia, anguria, mango.
Le iguane apprezzano molto alcuni tipi di piante da
fiore (foglie e fiori), che possono essere somministrate se si è sicuri
che non contengano antiparassitari: ibisco, nasturzio, petali di rosa,
viola, gerani.
Gli elementi della dieta, verdura e frutta, devono
essere sminuzzati o grattugiati e mescolati accuratamente, in modo che
l’iguana non consumi solo i pezzi più graditi. Ridurre le verdure a
piccoli pezzi aiuta inoltre la digestione, perché aumenta la superficie
esposta all’azione della flora intestinale simbionte. Si possono
preparare in anticipo dosi per una settimana, da conservare in frigo in
contenitori a tenuta ermetica. Alcuni vegetali a foglia possono essere
lasciati interi e dati a parte, appesi ai rami, per stimolare il normale
comportamento alimentare, folivoro, delle iguane.
Le iguane presentano un’assimilazione intestinale di
vitamina D3 piuttosto scarsa, per cui l’integrazione
alimentare di questa vitamina non è utile, mentre è indispensabile che
ricevano radiazioni UVB, sia – preferibilmente - naturali (luce solare
diretta) che artificiali (lampade UVB).
Le iguane sono diurne: in natura si alimentano
durante le ore centrali del giorno, quando fa caldo. Nel terrario il
momento migliore per somministrare il cibo è in tarda mattinata, in modo
che l’iguana abbia avuto la possibilità di riscaldarsi e abbia ancora
tempo di digerire il cibo prima della diminuzione notturna della
temperatura.
I pasti vanno somministrati tutti i giorni ai
soggetti in crescita, 4-5 volte alla settimana agli adulti.
Sebbene le iguane ricavino la maggior parte
dell'acqua dall'alimento, un recipiente di acqua fresca e pulita deve
essere sempre a disposizione.
Diete commerciali
Le diete pronte, se ben formulate, sembrerebbero
rappresentare la soluzione ideale come adeguatezza e praticità d’uso. Il
costo relativamente elevato sarebbe compensato dal risparmio di tempo
richiesto per acquistare, lavare e preparare le verdure.
Purtroppo queste diete, di cui esistono in commercio
diverse marche, non sempre sono formulate con la consulenza di
veterinari nutrizionisti. Inoltre, in generale mancano studi a lungo
termine che ne attestino la validità o quantomeno l’innocuità. In alcuni
casi l’esame dell’etichetta rivela composizioni inadeguate riguardo
almeno alcuni degli ingredienti. Persino l’etichetta può essere
inattendibile: come hanno dimostrato alcune ricerche, per alcuni
prodotti esistono significative discrepanze tra la composizione
riportata in etichetta e quella effettiva del prodotto.
Le diete asciutte (pellet o sfarinati) somministrate
tal quale comportano significativi problemi di disidratazione in quanto
l’acqua alimentare rappresenta per le iguane la principale fonte di
questo elemento (basti pensare che il contenuto in acqua di un’insalata
mista è di oltre il 90%). Vanno quindi utilizzate inumidite e mescolate
ai vegetali freschi.
Integrazione minerale-vitaminica
L’impiego di integratori minerali e/o vitaminici nei
rettili in generale, e nelle iguane in particolare, pone dei grossi
problemi pratici. In generale, i numerosi prodotti disponibili in
commercio non sono adeguatamente o per nulla testati e, addirittura, in
alcuni casi l’etichetta non rispecchia l’effettivo contenuto.
Come indicazione generale, il rapporto tra vitamina
A, D ed E deve essere di 100:10:1. Nel calcolare il dosaggio si deve
valutare il contenuto in vitamina A, in quanto non si deve superare la
somministrazione consigliata di questa vitamina (56 U per chilo di peso
corporeo al giorno). Ciò comporta tuttavia il rischio teorico di carenza
di altri microelementi.
Il metodo più sicuro, efficace ed economico di
integrare il calcio è di somministrare carbonato di calcio, in vendita
nelle farmacie come integratore ad uso umano. Il fosfato di calcio va
evitato in quanto non permettere di correggere lo squilibrio
calcio-fosforo, dal momento che apporta anche quest’ultimo elemento.
Integrazione vitaminica settimanale (Melissa
Kaplan, 1996)
|
Età e condizioni |
Vitamine |
Calcio |
|
Meno di un anno |
4-5 volte |
7 volte |
|
1-2 anni |
3-4 volte |
5-6 volte |
|
Oltre i 2 anni |
2-3 volte |
4-5 volte |
|
Pre-riproduzione e gravidanza |
2-3 volte |
5-6 volte |
|
Malata o emaciata, > 1 anno |
3-4 volte |
5-6 volte |
Come si maneggiano
Le giovani iguane hanno un’istintiva paura delle
persone, che percepiscono come potenziali predatori. Se si cerca di
afferrarle è quindi naturale che tentino di sfuggire, ma se vengono
prese in mano regolarmente e maneggiate con delicatezza (ma con
fermezza) con il tempo in genere si abituano. In genere le iguane
maneggiate regolarmente divengono molto docili e alcune sembrano
apprezzare il contatto umano; alcune restano talvolta aggressive e
risentono costantemente delle manipolazioni. Durante la fase di
addomesticamento è importante evitare di lasciare il rettile
ogniqualvolta si divincola, altrimenti sarà lui a insegnare a noi come
comportarci (ossia lasciarlo andare a comando) e non viceversa. Si potrà
rimettere l’iguana nel terrario solo quando si sarà calmata e avrà
accettato di farsi tenere in mano per qualche minuto. Quando si
maneggiano questi rettili è importante tenere a mente che sono in grado
di perdere volontariamente la coda se si sentono aggrediti, quindi non
dovremo mai afferrarli per la coda.
Un’iguana di piccole dimensioni va afferrata
circondandole il torace con una mano e appoggiandola sull’altra mano o
sull’avambraccio. Occorre una presa delicata, per non farle del male, ma
allo stesso tempo decisa e costante, per evitare che con una mossa
repentina ci sfugga di mano. Dovendo sollevare un’iguana di grandi
dimensioni, se docile, si pone un braccio sotto il tronco, per
sostenerla, e una mano sopra il torace, per trattenerla. I soggetti
aggressivi e mordaci vanno avvicinati con una certa cautela, perché
possono fare del male mordendo, graffiando e frustando con la coda.
Possono essere immobilizzati circondano le spalle con una mano e il
bacino con l’altra, afferrando contemporaneamente le zampe posteriori
perché non graffino; la coda va infilata sotto un braccio per impedirle
di frustare. In alcuni casi può essere utile avvolgere il rettile in un
grosso asciugamano, coprendo anche la testa per impedirgli di vedere.
 |
Contenimento di un'iguana
docile |
 |
Contenimento di un soggetto
aggressivo. I guanti e le maniche lunghe proteggono l'operatore
dai graffi. Le mani immobilizzano gli arti anteriori contro il
corpo e quelli posteriori contro la coda. |
È possibile portare all’aperto l’iguana assicurandola
con un apposito guinzaglio da fissare intorno al tronco, in modo che non
scappi. In questo modo la si può esporre al sole durante le belle
giornate, ma occorre evitare zone trafficate o rumorose, dove magari
sono presenti cani, perché non si spaventi.
Le unghie affilate dell’iguana possono essere
accorciate periodicamente per evitare che graffino. All’interno
dell’unghia si trova un vaso sanguigno, perciò per evitare di fare
sanguinare le unghie e provocar dolore si deve tagliare solo la punta
estrema. Se non si ha pratica è preferibile le prime volte farsi
mostrare la tecnica da un proprietario esperto o da un veterinario. È
anche possibile rendere le unghie meno affilate limandole con una comune
limetta per unghie.
 |
La linea indica il punto in
cui è possibile tagliare le unghie in sicurezza. |
Detto questo, va
ricordato che le iguane sono fondamentalmente animali selvatici e in
generale non amano particolarmente essere manipolati e si stressano
facilmente. Se si vuole un animale da coccolare e che risponda con
affetto alle nostre attenzioni è meglio puntare su un cane o un gatto.
Legislazione
A causa della distruzione del suo habitat naturale
l’iguana è elencata nell’Appendice II del CITES e richiede quindi un
documento legale che attesti la regolare importazione. Quando si compra
un’iguana, tanto da un negoziante che da un privato, è importante
verificare che l’animale possieda un documento CITES, il cui numero va
riportato nel foglio di acquisto. Il mancato rispetto di questa norma
comporta sanzioni molto pesanti e il possibile sequestro del rettile.
Patologie principali
I principali problemi di salute delle iguane sono
causati da errori di gestione o alimentazione inappropriata, e quindi
prevenibili completamente con una gestione corretta. Per questo è tanto
importante studiare con cura le corrette modalità di gestione di questi
rettili.
L’iguana subito dopo l’acquisto va fatta visitare da
un veterinario esperto in rettili, per verificare di aver comprato un
soggetto sano. La prima visita è anche l’occasione per chiedere
eventuali chiarimenti sulla gestione. In seguito va fatta visitare
almeno una volta all’anno, per un controllo generale, e comunque ogni
volta che presenta problemi di salute.
Malattia ossea metabolica – MOM
La malattia ossea metabolica (MOM) è la patologia più
frequente nell’iguana verde in cattività, mentre non si riscontra negli
animali che vivono allo stato naturale, perché è causata da errori di
gestione. È una malattia complessa che, in poche parole, causa una
demineralizzazione o una mancata calcificazione dell’osso.
Le possibili cause comprendono: una carenza di calcio
nell’alimento, un eccesso di fosforo nella dieta a fronte di una
quantità di calcio adeguata o carente, carenza di vitamina D3,
indispensabile per l’assimilazione del calcio alimentare. Cause più rare
comprendono la somministrazione eccessiva di alimenti ricchi di ossalati,
che legano il calcio e non lo rendono disponibile, o patologie a carico
di fegato, reni, intestino, tiroide o paratiroidi.
Per l’assimilazione del calcio alimentare presente
nell’intestino è indispensabile l’azione della vitamina D3,
la cui sintesi inizia a livello cutaneo per esposizione ai raggi UVB. In
molti rettili, tra cui l’iguana, la somministrazione orale di vitamina D3
è invece inutile perché non viene assimilata per questa via, almeno in
quantità sufficiente.
Nelle iguane in cattività che non sono esposte alla
luce solare diretta, per evitare la carenza di vitamina D3 è
indispensabile l’utilizzo di lampade UVB. Per quanto riguarda il calcio
alimentare, è importante tanto la quantità presente nel cibo, quanto il
suo rapporto con il fosforo. Un eccesso di fosforo comporta, infatti,
l’escrezione renale di calcio, per mantenere in equilibrio il rapporto
tra questi due elementi. E’ opportuno quindi scegliere alimenti che
oltre ad apportare un’adeguata quantità di calcio abbiano un buon
rapporto calcio - fosforo, che per l’iguana è di circa 2:1.
La MOM si manifesta principalmente con debolezza e
anoressia. Talvolta il rettile cade dal ramo e non riesce ad
arrampicarsi nuovamente. Nei giovani vi è mancato accrescimento, la
mandibola assume una consistenza gommosa, la regione femorale appare
ingrossata (dando la falsa apparenza di un animale bene in carne) a
causa della deformazione delle ossa femorali. Le iguane adulte
manifestano più spesso tremori diffusi o convulsioni (crisi ipocalcemica),
con difficoltà a sollevare il tronco dal suolo e tremori fini delle
dita. Spesso è presente costipazione o ritenzione delle uova, per la
paralisi della muscolatura liscia rispettivamente di intestino e utero.
 |
Aumento di volume della
regione femorale, tipico della MOM, causato dall'alterazione
della struttura ossea dei femori. Non va confusa con un segno di
"ingrassamento" o buona salute. |
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Giovane
iguana con MOM avanzata: si osserva lo stato di deperimento
generale e la paralisi generale, con incapacità di muoversi. Si
confronti con l'immagine successiva. |
 |
Iguana
normale: l'animale è in grado di reggersi perfettamente, tenendo
il tronco ben sollevato sugli arti anteriori. |
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Iguana
adulta gravida con MOM. L'addome è dilatato per la presenza
delle uova. Il rettile è incapace di muoversi a causa della
carenza di calcio, aggravata dalle richieste dell'organismo per
far fronte alla formazione del guscio delle uova. |
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Tumefazione
della regione mandibolare tipica della MOM. Le mandibole sono
decalcificate. |
 |
Un altro
caso di MOM in una giovane iguana, con deformazione della
mandibola causata dalla decalcificazione ossea |
 |
Iguana
adulta con deformazione della mandibola causata da una MOM di
cui aveva sofferto da giovane. Le mandibole sono ora ben
calcificate, ma l'alterazione della forma è permanente. |
Oltre ai sintomi, sono di aiuto nella diagnosi le
radiografie perché permettono di evidenziare la diminuzione della
consistenza ossea, soprattutto a carico del bacino, un assottigliamento
delle corticali (la parte più esterna) delle ossa lunghe e spesso
fratture patologiche multiple o deformazione delle ossa lunghe.
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Radiografia del bacino di
un'iguana sana. Le ossa sono chiaramente visibili. |
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Radiografia di iguana con
MOM. Le ossa sono decalcificate e si notano a fatica. Le ossa
del bacino, in particolare, non sono distinguibili (fare
confronto con l'mmagine precedente). |
Nei casi lievi è sufficiente correggere la gestione,
fornendo alimenti ricchi di calcio e con un corretto rapporto calcio -
fosforo, e integrando la dieta con carbonato di calcio (non fosfato di
calcio!), reperibile in farmacia ad un prezzo modico. Occorre inoltre
fornire un’adeguata esposizione ai raggi UVB, sotto forma di luce solare
diretta o di lampade specifiche.
Nei casi più gravi il rettile viene ricoverato per
ricevere iniezioni di calcio, essere reidratato e alimentato con una
sonda, fino alla ripresa dell’alimentazione spontanea. In caso di
costipazione si somministrano dei clisteri con acqua tiepida.
Questa diffusa patologia potrebbe essere
completamente prevenuta con gestione ed alimentazione corrette.
Infestazione da acari
Gli acari sono parassiti cutanei appena visibili a
occhio nudo, abbastanza comuni nell’iguana. Gli acari tendono a
nascondersi sotto le scaglie, intorno alla membrana timpanica e nelle
pieghe cutanee. Il terrario costituisce un ambiente ideale per questi
parassiti, in cui hanno la capacità di moltiplicarsi in modo notevole.
Gli acari provocano lesioni cutanee, problemi di muta, anemia e
depressione e, in casi estremi, morte. Possono inoltre trasmettere
all’iguana delle infezioni batteriche. Sono altamente contagiosi e si
diffondono con facilità da un terrario all’altro.
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Giovane iguana verde con
infestazione da acari, che appaiono come piccoli punti rossi
sulla òelle |
In caso di infestazione da acari si deve ricordare
che per riuscire ad eliminare completamente il problema è necessario
trattare sia i rettili infestati che i terrari. Poiché molti prodotti
sono potenzialmente tossici per i rettili, o lo divengono se usati in
modo improprio, è sempre bene rivolgersi ad un veterinario esperto in
rettili per farsi consigliare sul trattamento più sicuro, anche in base
alle condizioni cliniche delle iguane infestate. Se il rettile appare
debilitato prima di applicare un prodotto antiparassitario è importante
eseguire una terapia di sostegno ed eventualmente somministrargli degli
antibiotici.
Come trattamento di emergenza, un bagno con acqua
tiepida può essere sufficiente a rimuovere buona parte dei parassiti e
aiuta inoltre a reidratare l’iguana.
Prima di rimettere l’animale nel suo terrario, questo
deve essere accuratamente disinfestato. Si elimina tutto ciò che può
essere rimpiazzato (substrato, rami, ecc.), si lavano e si disinfettano
oggetti quali recipienti e piante finte. Il terrario vuoto viene
trattato con uno spray antiparassitario, che dopo circa 10 minuti viene
accuratamente risciacquato.
Le strisce di Vapona® o di collari antiparassitari
sistemate all’interno del terrario sono potenzialmente molto tossiche e
possono dare intossicazioni croniche e morte nell’arco di diversi mesi.
Ascessi
Gli ascessi sono infezioni localizzate costituite da
una capsula che circonda del pus, solitamente solido. Sono piuttosto
comuni nelle iguane; si trovano più spesso a livello cutaneo, ma possono
colpire l’interno della bocca e talvolta gli organi interni. I batteri
che causano l’ascesso possono giungere direttamente nell’area colpita
tramite ferite, morsi, artropodi vettori (acari e zecche), oppure
attraverso il circolo sanguigno. In quest’ultimo caso sono spesso
presenti segni di setticemia (infezione generalizzata) come abbattimento
e anoressia.
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Ascesso a livello del
mento |
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Interno della bocca: è
visibile un ascesso che appare come una massa giallastra (foto
dr. Fabrizio Benini) |
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Ascesso a livello
dell'articolazione del ginocchio |
Se l’ascesso compare accanto ad una struttura ossea
(ad esempio su un arto, sulla mandibola o accanto alla spina dorsale) il
veterinario esegue anche un esame radiografico per verificare se il
tessuto osseo è coinvolto nell’infezione, cosa che renderebbe la
guarigione più difficile.
Il trattamento si esegue in anestesia (di solito
totale, talvolta locale). Secondo i casi l’ascesso può essere asportato
completamente con la sua capsula (opzione preferibile) oppure inciso,
svuotato del pus e lavato con soluzioni antisettiche. Se le condizioni
generali lo richiedono, si effettua anche la somministrazione di
antibiotici. È sempre preferibile inviare al laboratorio il materiale
asportato, per poter verificare qual è l’antibiotico più efficace da
impiegare.
Ustioni
Le ustioni sono purtroppo frequenti nei rettili in
terrario, in seguito all’impiego di sistemi di riscaldamento inadeguati
o difettosi. Ai fini della prevenzione, si deve sempre impedire che i
sistemi di riscaldamento vengano a contatto diretto con il rettile e si
deve evitare di usare le cosiddette "rocce calde".
Per le lesioni superficiali è sufficiente un
trattamento locale; le ustioni più gravi richiedono un’aggressiva
terapia di sostegno.
Se l’ustione è appena avvenuta è utile l’applicazione
di compresse fredde per alcuni minuti; si deve però evitare di applicare
ghiaccio. In seguito è bene far visitare il rettile, per valutare la
gravità del danno e intervenire prontamente con la terapia più idonea.
Lavata delicatamente la zona colpita con un sapone chirurgico vi si
applica una crema antibiotica o antisettica e si applica una fasciatura.
Se con il tempo parte della pelle muore si esegue una pulizia chirurgica
in anestesia, asportando il tessuto necrotico che favorirebbe lo
sviluppo di batteri.
La terapia di sostegno consiste nel tenere l’animale
reidratato con liquidi per via orale o parenterale, somministrare
vitamine, analgesici e antibiotici. Le medicazioni locali vanno cambiate
tutti i giorni. Per evitare infezioni secondarie occorre fare molta
attenzione all’igiene dell’ambiente in cui viene tenuta l’iguana,
evitando di impiegare materiale di substrato che possa restare attaccato
alle lesioni e utilizzando preferibilmente fogli di carta puliti.
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Esito di un'ustione a
livelle della regione dorsale del collo: si osserva la mancanza
delle spine della cresta e l'alterazione di colore della pelle. |
Abrasioni del rostro
Le abrasioni del rostro (parte anteriore del muso)
sono causate dai tentativi continui di trovare una via di fuga, con il
conseguente sfregamento continuo contro le pareti del terrario. La
profondità dell’abrasione può essere variabile, e coinvolgere i vari
strati della pelle fino alle strutture ossee sottostanti, con una forte
complicazione del quadro clinico. La sede dell’abrasione è soggetta ad
infezioni batteriche secondarie. Nei casi più gravi l’infezione si può
estendere all’interno della bocca. Spesso il rostro dopo la guarigione
mostra una deformazione permanente.
Per prevenire le abrasioni del rostro si deve fornire
all’iguana un ambiente di dimensioni appropriate, con temperatura e
umidità adeguate, dotato di rami su cui il rettile può arrampicarsi. Si
può coprire la parte inferiore delle pareti trasparenti del terrario con
del materiale opaco, in modo che l’animale abbia la percezione di una
barriera solida. La sommità del terrario dovrebbe essere abbastanza alta
da non essere raggiunta dal rettile. Il terrario va collocato in una
zona tranquilla, dove non vi siano elementi di disturbo per l’iguana
(cani o gatti, via vai di persone, rumori).
La terapia consiste nella disinfezione della parte
lesa e l’applicazione di una crema antibiotica o di un prodotto analogo.
In caso di lesioni più profonde si può rendere necessaria la pulizia
chirurgica, con l’asportazione del tessuto necrotico e la
somministrazione di antibiotici. Ovviamente occorre anche correggere le
condizioni ambientali se non sono adeguate.
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Iguana con lesioni a
livello del rostro causate dal continuo tentativo di uscire dal
terrario. |
Disecdisi (problemi di muta)
Le iguane compiono regolarmente la muta, perdendo la
vecchia pelle in grandi pezzi. In caso di umidità insufficiente la
vecchia pelle può rimanere attaccata, fenomeno detto disecdisi. Se
questo avviene a livello delle dita, della parte terminale della coda o
delle spine dorsali, si può avere un effetto di costrizione che causa la
morte dei tessuti sottostanti. Per rimuovere la pelle ritenuta si
eseguono dei bagni in acqua tiepida e si provvede alla asportazione
manuale. Anche cicatrici, ustioni o infezioni parassitarie possono
causare problemi di muta.
Ritenzione delle uova e stasi follicolare
Le iguane sono in grado di produrre uova anche in
assenza del maschio, ma spesso in condizioni di cattività queste uova
non vengono deposte e il rettile va spesso incontro a problemi di
ritenzione delle uova o di stasi follicolare. Nel primo caso le uova
terminano il loro sviluppo fino alla formazione del guscio, ma non
vengono deposte. Nel secondo caso lo sviluppo si arresta nella fase
della formazione dei follicoli. Nella maggior parte dei casi i follicoli
non fecondati vengono riassorbiti senza conseguenze, ma talvolta si
bloccano senza riassorbimento e si rende necessaria la loro rimozione
chirurgica.
Le cause di questi problemi riproduttivi sono
molteplici, e imputabili a problemi gestionali. Una causa frequente è la
MOM (malattia ossea metabolica), provocata dalla carenza di calcio;
senza calcio, la muscolatura liscia dell’utero non riesce a contrarsi e
le uova non vengono espulse. Un altro motivo è l’impossibilità, nel
terrario, di scavare un nido adeguato. In natura le iguane depongono le
uova in elaborate camere sotterranee, difficili da simulare in
cattività, e impossibili da replicare in un terrario standard.
La diagnosi di gravidanza viene confermata
dall’esecuzione di un esame radiologico, che permette di distinguere tra
stasi follicolare e ritenzione delle uova in base alla forma e
dimensione e alla presenza o meno del guscio calcificato. L’esame
radiografico permette anche di valutare la presenza di una concomitante
MOM. Sia la stasi follicolare che la ritenzione delle uova possono
essere risolte chirurgicamente, asportando le ovaie e, nel secondo caso,
anche l’utero ripieno di uova. Nel caso della ritenzione delle uova, in
alcuni casi è possibile indurre la deposizione somministrando calcio e
farmaci. Se non vengono trattate e risolte, le due condizioni portano
alla morte.
E’ normale che l’iguana gravida smetta di mangiare un
paio di settimane prima di deporre le uova, ma se questo periodo di
anoressia si prolunga, e il rettile inizia a perdere massa muscolare, è
consigliabile non attendere oltre e farlo visitare.
Costipazione
La costipazione, cioè la mancata produzione delle
deiezioni, può avere diverse cause nell’iguana:
-
temperatura troppo bassa (che causa problemi
digestivi)
-
insufficiente umidità ambientale (che causa
disidratazione)
-
insufficiente acqua da bere
-
somministrazione di alimenti commerciali secchi
-
mancanza di esercizio
-
ingestione di corpi estranei (pezzi di substrato,
sabbia, sassi o altri oggetti)
-
presenza di una grande quantità di parassiti
intestinali
-
malattia ossea metabolica (MOM) per la carenza di
calcio, indispensabile per la contrazione della muscolatura liscia
-
insufficienza renale, con aumento di volume dei
reni che comprimono il colon
-
presenza di calcoli a livello della cloaca
-
raramente, tumori o granulomi a carico degli
organi interni che possono impedire il passaggio delle feci
I sintomi che si possono osservare in caso di
costipazione comprendono anoressia, mancata emissione di feci,
depressione, rigurgito, paresi degli arti posteriori e talvolta diarrea
emorragica. La costipazione è un sintomo, e oltre ad effettuare
la terapia occorre cercare di identificare le cause che l’hanno
provocata. A tal scopo sono di aiuto le radiografie e gli esami del
sangue.
La terapia consiste inizialmente, oltre che
all’eventuale correzione delle cause ambientali (temperatura, umidità),
nella reidratazione per via orale e nella somministrazione di clisteri.
Sono molto utili i bagni in acqua tiepida, che aiutano nella
reidratazione e stimolano la defecazione. Una buona misura preventiva
consiste nel permettere al rettile di fare abbastanza movimento, che ha
un effetto positivo sulla motilità intestinale. Nei casi più ostinati, che non rispondono alla
terapia medica, o se sono presenti corpi estranei, si deve ricorrere
alla chirurgia.
La prevenzione dell’ingestione di corpi estranei si
effettua utilizzando del materiale di substrato adeguato, quali fogli di
giornale o moquette. L’alimento deve essere posto in un recipiente, in
modo che particelle di materiale non ne restino attaccate e non vengano
ingoiate accidentalmente. Si deve fare attenzione che il rettile, se
lasciato fuori dal terrario, non possa trovare e ingerire materiale
estraneo.
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Radiografia di un'iguana
che ha ingerito delle viti. |
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Radiografia di una giovane
iguana che ha ingerito una biglia di marmo |
Insufficienza renale
La causa principale di insufficienza renale
nell’iguana verde è rappresentata da errori di gestione ed
alimentazione. Si ritiene che un ruolo decisivo sia svolto dalla
somministrazione di proteine animali (cibo per cani e gatti, insetti,
carne, ecc.). Anche la disidratazione cronica ha una grande importanza
nello sviluppo di insufficienza renale. Le cause principali sono
rappresentate dalle diete confezionate basate su pellet (mentre l’iguana
ricava buona parte dell’acqua di cui necessita dagli alimenti) e
l’insufficiente umidità ambientale.
I sintomi di insufficienza renale sono aspecifici e
comprendono depressione, anoressia, costipazione, meteorismo, tremori,
paresi. Le forme croniche possono presentarsi anche con poliuria
(eccessiva produzione di urina) e polidipsia (eccessivo consumo di
acqua). Talvolta è presente contemporaneamente la gotta.
Durante la visita clinica si può apprezzare un
aumento di volume dei reni; in condizioni normali i reni non sono
rilevabili, mentre un loro aumento di volume è patologico. Gli esami del
sangue possono essere diagnostici, ma nei casi dubbi si può ricorrere
alla biopsia renale.
Per prima cosa occorre reidratare l’iguana per
diverse vie, secondo i casi (orale, endovenosa, intraossea), per
sostenere la funzionalità renale. In caso di necessità si somministrano
clisteri e prodotti che rendono le feci più tenere, per favorire
l’evacuazione.
Se l’insufficienza renale è di origine batterica si
somministrano antibiotici. Come terapia di sostegno si deve provvedere
anche all’alimentazione forzata. Ovviamente vanno corretti i fattori
ambientali, soprattutto umidità e temperatura, e si lascia a
disposizione un alimento ricco di liquidi.
La prognosi è molto variabile secondo le condizioni
del rettile, l’entità del danno renale e le cause che lo hanno
provocato. La maggior parte dei casi sono cronici, con danni renali
avanzati e irreversibili, e hanno una prognosi sfavorevole.
Gotta
La gotta consiste nella deposizione di cristalli di
acido urico a livello delle superfici delle articolazioni e degli organi
interni come il sacco pericardico, i reni, il fegato, la milza, i
polmoni, il tessuto sottocutaneo. A livello articolare il deposito di
cristalli di acido urico è una condizione molto dolorosa che viene detta
artrite gottosa, con formazione di tumefazioni intorno alle
articolazioni. E’ frequente anche la formazione di calcoli vescicali.
Nei rettili i fattori di rischio riconosciuti per lo
sviluppo della gotta sono:
-
la disidratazione, che causa un aumento della
concentrazione di acido urico nel sangue;
-
la somministrazione di alcuni farmaci, come
aminoglicosidi e sulfamidici, che possono danneggiare il tessuto renale ,
soprattutto se l’animale è disidratato;
-
le malattie renali, per cause infettive,
tumorali, parassitarie;
-
una dieta che contiene un eccesso di proteine
animali quali cibo per cani o gatti o carne.
I sintomi possono variare a seconda dei tessuti
colpiti. Un sintomo frequentemente osservato nelle iguane è la
costipazione, causata dall’aumento di volume dei reni, che comprimono il
colon impedendo il passaggio delle feci e dell’urina. Altri sintomi non
specifici comprendono debolezza e anoressia. I sintomi articolari sono
dovuti all’infiammazione dolorosa delle estremità con conseguente
tumefazione e zoppia.
La diagnosi non è facile. Alla visita il veterinario
può, con la palpazione, rilevare un aumento di volume dei reni e
sospettare la condizione. Gli esami del sangue possono essere di aiuto
nella diagnosi ma non sempre offrono dati decisivi. Se le articolazioni
sono interessate, il materiale aspirato dalle lesioni può rivelare la
presenza di cristalli di acido urico.
Purtroppo questa patologia è molto seria e la terapia
in genere aiuta solo a bloccarne la progressione. È importantissimo
reidratare il rettile, sospendere la somministrazione di sostanze
(farmaci o alimenti) che possono indurre la gotta e dare farmaci che
abbassano il livello di acido urico. Nei casi più gravi, in cui
l’animale è molto sofferente o è presente una grave insufficienza
renale, può essere indicata l’eutanasia.
Siti consigliati
Se si conosce
l’inglese, è senz’altro consigliabile consultare questi siti,
approfonditi e completi sul mantenimento in cattività dell’iguana verde,
l’alimentazione, il comportamento, la salute e le patologie.
Green Iguana Care Collection
http://www.anapsid.org/iguana/
The Iguana
Den
http://www.iguanaden.org/main.htm
Green Iguana Society
http://www.greenigsociety.org/
Per chi desidera
approfondire il discorso delle lampade UVB e cercare di districarsi
nella giungla di prodotti in offerta, si consiglia di visitare questo
sito:
UV Guide.co.uk
http://www.uvguide.co.uk/
Bibliografia
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Ultima revisione: 1/1/09
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